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Amistà e la movida

veduta di Genova da Spianata CastellettoAmistà lunedì 27 luglio ha partecipato in qualità di audito alla seduta delle Commissioni 1-2-6-7
del Comune di Genova (1: Affari Istituzionali e Generali; 2: Pari Opportunità e Politiche Femminili;
6: Sviluppo Economico; 7: Welfare) riunitesi per l'approvazione del regolamento di Polizia
Annonaria per la convivenza tra le funzioni residenziali e commerciali e le attività di svago nella Città di Genova – provvedimenti per il contrasto dell'abuso di alcol. Ringraziamo il Presidente della Commissione 2 Marianna Pederzolli per l'invito a intervenire in una discussione riguardante i giovani e le politiche giovanili.
Preso atto del fenomeno della movida e dei suoi effetti nella città di Genova, in particolare nelle zone del Centro Storico e di Sampierdarena, Amistà, per mezzo di Valeria Fusco, presidente dell'Associazione e Marco Villa, vicepresidente, ha cercato di portare un contributo al dibattito.

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Il primo corso di screen-reader di Amistà!, luglio 2015

Barra braille con un portatile AppleNei mesi di giugno e luglio, l'Associazione ha organizzato, per i propri soci, il primo corso sperimentale di screen-reader. Il corso, a cura di Paolo Ceravolo, ha voluto fornire le basi per l'utilizzo e la comprensione di queste particolari tipologie di software.
Gli screen-reader sono applicazioni per il personal computer che interpretano il testo mostrato sullo schermo, presentandolo tramite sintesi vocale o attraverso un display braille.
Vengono principalmente utilizzati da persone ipovedenti o non vedenti per sostituire totalmente lo schermo: sono sufficienti il software e una scheda audio munita di casse per poter accedere a tutte le potenzialità del computer. Software di questo genere sono numerosi ma il corso ha preso in esame i due più famosi: JAWS e NVDA.

La schermata iniziale di JawsLa schermata di benvenuto di NVDA
Per poter funzionare correttamente, però, è necessario che il computer e Internet, siano predisposti per essere "letti" dagli screen-reader. Proprio per questo si parla e si deve parlare di accessibilità, ovvero di rendere usufruibili ingranditori di schermi, software e siti web.
In Italia tutti i siti della pubblica amministrazione sono accessibili per legge, grazie alla cosiddetta "Legge Stanca", ma non si può dire altrettanto, purtroppo, dei siti web privati. L'implementazione dell'accessibilità nei propri siti web o nei software è quindi un fattore culturale e c'è ancora tanta strada da fare in tal senso (basti pensare, per esempio, che un programma famoso come l'antivirus Avira non è assolutamente accessibile). Il corso può, quindi, aiutare a comprendere le difficoltà che i disabili visivi hanno nell'utilizzo degli strumenti informatici, aumentando, nello stesso tempo, la sensibilità di ciascuno sul tema dell'accessibilità.
E' intenzione di Amistà, dopo questo corso sperimentale, attivare in futuro altre edizioni. Ricordiamo che i corsi sono generalmente gratuiti e riservati ai soli soci. Per cui cosa aspetti ad associarti? Clicca qui per sapere come!

 

Approfondimenti

Il sito italiano di JAWS (Subvision Milano)

Il sito americano di JAWS

Il sito di italiano di NVDA

VoiceOver, lo screen-reader dei dispositivi Apple

Orca, lo screen-reader sviluppato dalla Free Software Foundation su GNU/Linux

Amistà e il progetto di Servizio Civile Regionale “Questioni di Stile" anno 2015

I ragazzi del Vittorio Emanuele al Girox a Palazzo Bianco.Amistà ha partecipato in qualità di partner dell'Ufficio Servizio Civile del Comune di Genova al progetto di Servizio Civile Regionale "Questioni di Stile".
Il progetto, svoltosi tra Gennaio e Maggio 2015, ha visto numerose realtà coinvolte: un totale di 120 ragazzi di scuole superiori e una quindicina di enti, i quali hanno realizzato sotto-progetti, ognuno declinante il tema comune con una propria chiave di lettura.
Amistà, di concerto con l'Ufficio Servizio Civile, ha deciso di affrontare il tema delle disabilità nella quotidianità, ovvero come una persona disabile viene percepita dalla cittadinanza e come si possa favorire una loro maggiore inclusione nella vita comune, dal momento che tutti abbiamo gli stessi diritti e doveri.

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